Conciliazione Tempi di vita e Benessere Equo e Sostenibile

Il benessere, si sa, non è legato solo al reddito a disposizione.

Da tempo è in corso un dibattito per superare e rendere più complesse le indagini sul livello di vita delle popolazioni, superando un approccio esclusivamente basato sul PIL (Prodotto Interno Lordo).

In questo alveo si inserisce la misurazione del BES, il Benessere Equo e Sostenibile.

Il progetto BES è nato da un’iniziativa congiunta del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro e dell’Istat per valutare dimensioni sociali e ambientali del benessere (comprese considerazioni rispetto diseguaglianza di accesso e sostenibilità nel tempo).

Tra le tematiche considerate c’è anche la Conciliazione Lavoro/Famiglia, inserita nella terza delle dodici dimensioni ricomprese dal rapporto BES.

Ecco i Concetti di Base della dimensione Lavoro e Conciliazione Tempi di Vita:

“Possedere un lavoro adeguatamente remunerato e ragionevolmente sicuro e rispondente alle competenze, costituisce un’aspirazione universale delle persone contribuendo in modo decisivo al loro benessere. Se la mancanza di una “buona occupazione” ha senza dubbio un impatto negativo sul livello di benessere, un impatto simile può avere una cattiva distribuzione degli impegni lavorativi che impedisca di conciliare tempi di lavoro e tempi di vita familiare e sociale. Le sotto-dimensioni e gli indicatori scelti per rappresentare questo dominio intendono rispondere a tale approccio e, quindi, illustrare il contributo che la condizione lavorativa può dare al benessere di una società sviluppata quale quella italiana.”

Più nello specifico, ecco la sotto-dimensione Conciliazione dei tempi di lavoro e di vita:

“Questa dimensione è volta a indagare la gestione dei tempi di lavoro e di vita in relazione agli impegni familiari. La compatibilità tra l’occupazione delle donne e la loro funzione riproduttiva è un obiettivo cruciale delle politiche del lavoro. La qualità dell’occupazione di un paese si misura anche sulla possibilità che le donne con figli riescano a conciliare i lavori di cura familiare con il lavoro retribuito.”

Ed, infine, gli indicatori considerati nelle indagini:

Rapporto tra tasso di occupazione delle donne di 25-49 anni con figli in età prescolare e delle donne senza figli: Tasso di occupazione delle donne di 25-49 anni con almeno un figlio in età 0-5 anni sul tasso di occupazione delle donne di 25-49 anni senza figli per 100.

Quota di popolazione di 15-64 anni che svolge più di 60 ore settimanali di lavoro retribuito e/o familiare: Percentuale di persone di 15-64 anni che svolgono più di 60 ore settimanali di lavoro retribuito e/o familiare sul totale delle persone di 15-64 anni.

Indice di asimmetria del lavoro familiare: Tempo dedicato al lavoro familiare dalla donna sul totale del tempo dedicato al lavoro familiare da entrambi i partner per 100.

Ma cosa dice l’ultimo rapporto BES, relativo al 2014 e presentato a dicembre 2015, rispetto alla Conciliazione dei tempi di vita in Italia?

ll divario di genere nella partecipazione al mercato del lavoro, pur continuando a ridursi a seguito della maggiore caduta dell’occupazione nei comparti a prevalenza maschile, resta tra i più alti d’Europa. Anche la qualità del lavoro è peggiore per le donne, più spesso occupate nel terziario e in professioni a bassa specializzazione (in particolare le straniere).

Il rapporto tra il tasso di occupazione delle donne di 25-49 anni con figli in età prescolare e il tasso di quelle senza figli è molto basso benchè in miglioramento di 2,1 punti nell’ultimo anno. Nel 2014, su 100 occupate senza figli le madri lavoratrici con bambini piccoli sono solamente 77. Al crescere del livello d’istruzione le differenze nella partecipazione al mercato del lavoro tra le donne con o senza figli tendono a ridursi: il rapporto tra i due tassi varia, infatti, dal 56,8% per le donne con al massimo la licenza media al 94,5% per le laureate.

Si conferma per le donne straniere la maggiore difficoltà a conciliare il lavoro e la cura dei figli in quanto possono fare meno affidamento sul supporto delle reti di parentela. Difatti, il rapporto tra il tasso di occupazione delle madri con figli piccoli e quello delle donne senza figli è solo il 51,3% (contro l’82% per le italiane).

Malgrado i segnali favorevoli della congiuntura economica, la qualità del lavoro continua a peggiorare soprattutto in termini di lavoro non adeguato al titolo di studio e di part time involontario.

Part time work life balance varese conciliazione

Rispetto agli indicatori strettamente inerenti alla Conciliazione, il Rapporto lamenta l’assenza di misurazione precedenti al 2014; maggiori considerazioni critiche potranno, quindi, venire solo a partire dai prossimi rapporti, quando si potranno effettuare raffronti storici tra gli indicatori individuati.

 

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