Eppur si muove…Welfare Aziendale e Conciliazione nella legislazione italiana

Eppur si muove…diceva Galileo…
E la lentezza del movimento percepito molto inficiava la credibilità della sua Teoria presso le persone comuni.
Eppur si muove, molto lentamente, ma si muove…
Si potrebbe, volendo, così descrivere ancheWord life balance Smart working Conciliazione lavoro famiglia la “tendenza” legislativa italiana che, dopo le misure conciliative previste dal Jobs Act (ne parlammo qui), propone altre timide aperture in Legge di Stabilità sui temi del Welfare Aziendale e della Conciliazione Lavoro Famiglia.
La bozza in via di approvazione presso le Camere prevede, infatti, una revisione e un’attualizzazione del trattamento fiscale di favore previsto per i benefit erogati dalle aziende ai dipendenti in materia di Welfare aziendale (li illustra nel dettaglio SecondoWelfare).
La tematica conciliativa, almeno nelle intenzioni, è centrata su misure che incoraggino la corresponsabilità del padre nella cura della famiglia.
Certo, l’emendamento approvato nei giorni scorsi in Senato, si limita a portare a due (udite, udite) i giorni di congedo obbligatorio da parte dei padri in occasione del parto (più altri due giorni facoltativi)…siamo ben lontani dal modello scandinavo, d’accordo…ma vogliamo essere ottimisti e pensare all’orientamento futuro.
Secondo una ricerca condotta dal Sirc e riportata da La 27ora:

I padri italiani dedicano in media ai loro figli soltanto trentotto minuti al giorno (mentre le madri ne dedicano 4 ore e 45 minuti), e contro i 42 minuti al giorno per i papà spagnoli e tedeschi, e 64 per gli svedesi.
….
I congedi parentali con cui i padri sono pagati al 30% sono stati usati in misura molto limitata: per essere efficace il congedo deve essere individuale, non trasferibile e ben retribuito. Minore la perdita economica, maggiore la probabilità che il padre prenda il congedo, anche se ne ha diritto.

Quindi: in attesa d’interventi legislativi che hanno la lentezza del cambiamento culturale, chi può faccia di più!
Può, per esempio, Intesa San Paolo, che prevede, nel nuovo contratto, un aumento del 10% della quota retribuita dei congedi parentali se a usufruirne è il padre, tre giorni di permessi (non retribuiti) in più ai padri per la malattia del figlio, aspettativa aziendale per puerperio e parto gemellare estesa anche al padre.
Tante briciole, dicevano i saggi anziani, fan pan grattato…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: