Conciliazione Lavoro Famiglia: la voce (semi seria) dei padri

Ventimila persone hanno risposto all’indagine del Corriere della Sera su “Lavoro e Maternità” (ne parlammo qui).

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Prendiamo spunto dai risultati del sondaggio per introdurre una questione che, sempre più prepotentemente, si affaccia in ogni illuminata proposta politica di Work Life Balance: il ruolo dei padri.

Nell’indagine del Corriere i padri hanno parlato chiaro. Uno su due è favorevole a tre mesi di paternità obbligatoria. Un dato clamoroso. Eppure i congedi dei papà stanno crescendo col contagocce. Perché? La risposta: discriminazioni in azienda. E minor reddito. La famiglia non si può permettere di perdere lo stipendio maschile, di solito il più alto. Perciò serve una misura forte: 15 giorni di congedo obbligatorio per i padri retribuito all’80% come per le madri. Facendo i calcoli sul giorno di paternità obbligatorio, previsto dalla legge Fornero e pagato al 100%, questa misura potrebbe costare sui 100 milioni. La legge Fornero scade alla fine dell’anno. Va rivista e potenziata, entro dicembre.

Intanto i padri ci provano, per qualcuno.

Fanno solo il loro dovere di genitori, per altri.

Se ne parla, tra il serio e il faceto, anche al Tempo delle Donne, che inizia oggi primo ottobre, in Triennale, a Milano.

Durante la manifestazione, Claudio Rossi Marcelli affronterà in particolare cinque “momenti topici” che rendono bravo un papà:

  1. Il Week End fuori (…Se lui parte per dieci giorni in Cina, è un viaggio di lavoro. Anche se il lavoro ne durava due e lui ci ha aggiunto cinque giorni di trekking nel Guanxi, è comunque un viaggio di lavoro e la moglie se la deve cavare da sola, senza lamentarsi. Se una mamma ha la spudorata idea di prendersi un weekend di libertà con le amiche, magari perfino in qualche spa a un’ora di macchina da casa, il marito che resta con i figli viene sommerso da messaggi «hai bisogno di aiuto», inviti a cena, piatti pronti, biglietti di ringraziamento e offerte di pulizie a casa da tutti i parenti di lei. E se il giorno dopo manda i figli a scuola in pigiama, be’, ma pure voi cosa pretendete da quel poveraccio!…)
  2. Il cambio dei pannolini
  3. L’uscita di scuola
  4. La cucina
  5. I ricordi

Conclude Rossi Marcelli: “In realtà il ruolo materno e quello paterno per fortuna si stanno lentamente mischiando e di padri che fanno i papà – e non i «mammi» – se ne vedono sempre di più. Solo che dobbiamo smetterla di lodarli come fossero dei martiri perché non sono dei santi ma solo dei genitori che fanno i genitori.”

E voi, che ne pensate?

 P.S.

Della difficoltà di conciliazione, declinata al maschile, cercai di sorridere anche in questo post, qualche tempo fa…Lei concilia?

 

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