Giugno 2015: è legge il Decreto Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro

Aggiornamenti sullo stato di attuazione del Jobs Act: è stato pubblicato il Decreto attuativo, previsto dalla Riforma del Lavoro, inerente alla Conciliazione dei tempi di vita che, ora, è legge dello stato.

Ne avevamo già parlato (qui) in sede di approvazione della bozza in Consiglio dei Ministri, a marzo.

Concialiazione Tempi di Vita e Lavoro, Welfare aziendale

Confermate le novità, anche potenzialmente interessanti…teniamo però i piedi per terra: l’impianto della decreto è sperimentale per il 2015.

Dal 2016? Bisognerà valutare le risorse economiche a disposizione!

Trovate il decreto nella sezione documenti del nostro sito.

Di seguito le novità più importanti.

Congedo parentale

In base all’articolo 7 del Decreto i lavoratori e le lavoratrici potranno chiedere il congedo parentale per i primi 12 anni di vita del figlio, non più solo per i primi otto; passa da otto a dodici anni di vita del figlio anche il congedo dei genitori di bambini con disabilità.

La possibilità di fruizione del congedo retribuito al 30% dello stipendio passa dai tre anni del bambino ai sei.

Estesa a tutti i lavoratori la possibilità di richiedere il congedo parentale a ore, anche se il contratto collettivo non lo prevede. La fruizione su base oraria è consentita in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del mese precedente a quello di inizio del congedo parentale.

Modificati anche i termini di preavviso per la comunicazione del congedo al datore di lavoro: dai quindici giorni abituali si passa a cinque, se il congedo parentale è su base oraria, il preavviso minimo è invece di due giorni.

Congedo di Maternità

Il decreto consente, in caso di parti prematuri, di aggiungere i giorni di maternità non goduti prima del parto a quelli successivi alla nascita, anche se la somma totale supera i cinque mesi.

Esteso il diritto all’indennità di maternità anche se durante il congedo interviene licenziamento per giusta causa (prima, il diritto all’indennità era garantito solo in caso di cessazione attività o scadenza del contratto).

Lavoratori autonomi

Finalmente, pian pianino, ci si accorge che esiste un esercito di lavoratrici e lavoratori non sufficientemente tutelati verso cui indirizzare qualche attenzione…

In materia di congedo di paternità al posto della madre c’è l’estensione anche ai casi in cui la madre, o il padre, o entrambi, siano lavoratori autonomi.

Le lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata INPS avranno diritto all’indennità anche se le aziende non hanno versato i contributi previdenziali.

Per gli autonomi in arrivo novità anche in materia di adozioni e affidamenti: è istituita una Gestione Separata INPS per le lavoratrici autonome che scelgono l’adozione internazionale e non hanno altre forme di previdenza obbligatorie (con un’indennità per i primi cinque mesi di ingresso del minore in famiglia).

Inoltre le lavoratrici autonome percepiranno l’indennità di maternità, anche in caso di adozione o affidamento, con condizioni parificate alle lavoratrici dipendenti.

Telelavoro

I datori di lavoro, privati, che utilizzeranno il telelavoro per venire incontro alle necessità di cure parentali dei dipendenti potranno escludere gli stessi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi, per l’applicazione di particolari normative e istituti. La novità del Decreto pubblicato riguarda la stabilizzazione di tale norma che, a differenza del resto dell’impianto di riforma, non è soggetta alle clausole di salvaguardia finanziaria.

Donne vittime di violenza

Viene introdotto un congedo per le donne vittime di violenza di genere e inserite in percorsi di protezione: si prevede la possibilità per le lavoratrici dipendenti di imprese private di astenersi dal lavoro, per un massimo di tre mesi garantendo l’intera retribuzione e gli altri istituti connessi. Viene anche introdotto il diritto di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale a richiesta della lavoratrice. Le collaboratrici a progetto (peraltro non più previste dal 2016, in virtù di un altro dei decreti approvati),  hanno diritto alla sospensione del contratto per un massimo di tre mesi.

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Un Commento

  1. Pingback: Congedo parentale a ore: dall’INPS le indicazioni per la richiesta on-line | Networking & Welfare

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