Decreto Conciliazione Tempi di Vita: arrivato!

Ne avevamo lamentato il ritardo ma, infine, è arrivato.

Il Decreto, parte del più vasto Jobs Act, sulla Conciliazione dei Tempi di Vita, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, a giorni arriverà in Gazzetta Ufficiale e sarà attivo a tutti gli effetti.

Welfare aziendale Conciliazione tempi di vita conciliazione lavoro famiglia

Quali sono le misure previste?

Si interviene su:

Congedo obbligatorio di maternità in caso di  parto prematuro o di ricovero del neonato. Nel primo caso, i giorni di astensione obbligatoria non goduti prima del parto sono aggiunti al periodo di congedo di maternità postparto, nella seconda evenienza sarà possibile sospendere il congedo di maternità e godere del medesimo periodo a partire dalla dimissione del bambino.

Inoltre il congedo parentale potrà essere goduto sino ai dodici anni del bambino (contro gli otto della normativa attuale), mentre il congedo parzialmente retribuito (al 30% della retribuzione) viene portato dai tre anni di età del bambino a sei anni. I periodi di congedo valgono anche per le adozioni e gli affidi, per i quali la possibilità di fruire del congedo parentale inizia a decorrere dall’ingresso del minore in famiglia.

Congedo di paternità: è estesa a tutte le categorie di lavoratori, quindi non solo per i lavoratori dipendenti come attualmente previsto, la possibilità di usufruire del congedo da parte del padre nei casi in cui la madre sia impossibilitata a goderne.

Telelavoro: i datori di lavoro, privati, che utilizzeranno il telelavoro per venire incontro alle necessità di cure parentali dei dipendenti potranno escludere gli stessi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi, per l’applicazione di particolari normative e istituti.

Donne vittime di violenza. Viene introdotto un congedo per le donne vittime di violenza di genere e inserite in percorsi di protezione: si prevede la possibilità per le lavoratrici dipendenti di imprese private di astenersi dal lavoro, per un massimo di tre mesi garantendo l’intera retribuzione e gli altri istituti connessi. Viene anche introdotto il diritto di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale a richiesta della lavoratrice. Le collaboratrici a progetto (peraltro non più previste dal 2016, in virtù di un altro dei decreti approvati),  hanno diritto alla sospensione del contratto per un massimo di tre mesi.

 

Il giudizio generale? Generalmente positivo…da apprezzare lo sforzo per rendere più omogeneo il trattamento dei genitori (naturali, adottivi, affidatari), lavoratori (dipendenti e autonomi), uomini e donne.

Siamo però ancora lontani dalla parità, intendiamoci, il lavoro autonomo è tuttora penalizzato e il ruolo del padre rimane marginale,  riconosciuto solo quando la madre è impossibilitata a fruire del congedo.

Aumenta la flessibilità delle misure a disposizione ma non tanto quanto alcune proposte avevano prospettato (vedi  per esempio l’utilizzo “a ore” del congedo parentale con il diritto a optare per il part time fino ai tre anni del figlio).

Alla prossima…

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